ragazza con arco olimpico

I Giochi Olimpici hanno origini molto antiche e risalenti all’Antica Grecia dove, come avviene oggi, riunivano atleti provenienti da numerosi territori differenti e in discipline pensate per valorizzare la forza e la fisicità degli uomini che si sfidavano per ottenere gloria e rispetto.

Da allora si sono continuamente innovati e sono state inserite ed eliminate diversi sport tra cui anche il tiro con l’arco che andremo a scoprire di seguito.

Tiro con l’arco e Olimpiadi: dalla prima apparizione ai giorni nostri

Il tiro con l’arco nonostante sia una disciplina molto antica e praticata da tantissime persone in tutto il mondo sia in ambito sportivo sia in ambito di caccia e militare, ha visto la sua prima apparizione alle Olimpiadi solo nell’edizione del 1900 a Parigi e da regolamento vi potevano partecipare solo tre nazioni differenti (nel 1904 ci fu l’iscrizione di soli atleti statunitensi).

Fu una presenza fissa per ben cinque edizioni, fino al 1920 ad Anversa e successivamente fu rimossa dal programma olimpico per diversi decenni anche a causa del susseguirsi delle due guerre mondiali che avrebbero da lì a poco devastato gli interi equilibri geo-politici mondiali.

La disciplina fu re-introdotta nei giochi olimpici solo nell’edizione svoltasi a Monaco di Baviera nel 1972 dove furono introdotti i nuovi regolamenti per quanto riguarda la tipologia degli archi e lo svolgimento della competizione; tutt’ora in vigore. Nel 1988, inoltre, fu introdotta la prima competizione olimpica di tiro con l’arco a squadre e fu aperta anche alle donne.

Caratteristiche tecniche e regolamento

Ogni arco olimpico professionale deve seguire delle regole costruttive e funzionali molto precise e prima di ogni competizione viene testato e analizzato con estrema meticolosità e attenzione così da scongiurare eventuali rischi di pratiche illegali. È formato principalmente da elementi tipici degli archi come l’impugnatura (chiamata anche riser), situata nella parte centrale dell’attrezzo e realizzata generalmente in carbonio (legno o alluminio nelle competizioni inferiori).

Non mancano anche i due flettenti i quali sono degli elementi attivi e caratterizzati da lunghezza e libraggio differenti a seconda delle preferenze dell’atleta e delle dimensioni dei suoi arti superiori. Sono realizzati in legno o fibra di carbonio e svolgono un ruolo centrale nell’immagazzinamento dell’energia utile allo scoccare della freccia.

Subito dopo troviamo ovviamente la corda, anch’essa presenta caratteristiche e lunghezze diverse a seconda degli atleti. Il suo spessore è maggiore nella parte centrale del filamento stesso (definita serving) in quanto ad essa vengono poi fissati i diversi punti di riferimento da utilizzare ogni qualvolta si incocca la freccia così da non avere mai parametri diversi che potrebbero compromettere la stabilità del setup e la precisione del lancio.
Tra gli altri elementi tecnici utilizzati negli archi olimpici troviamo soprattutto il mirino, il clicker e un sistema di stabilizzazione. Per quanto riguarda il mirino, si tratta di un piccolo accessorio installato direttamente sul rising e garantisce una maggiore precisione grazie ad un’apposita regolazione preventiva che può variare a seconda della distanza a cui è posto il bersaglio o delle condizioni meteorologiche (specie in presenza di forte vento).

Il clicker, invece, è un elemento metallico dalle dimensioni molto ridotte che si attiva ogni volta che si scocca una freccia e aiuta l’arciere ad avere un punto di riferimento ad ogni round mentre il sistema di stabilizzazione può essere formato da più accessori e ha la funzione di migliorare la stabilità dell’arco favorendo un migliore assorbimento delle vibrazioni provocate dal rilascio dei flettenti.

Le gare olimpiche attuali seguono un iter ben definito e formato da più fasi in cui diversi atleti si sfidano ad eliminazione fino ad arrivare alla fase finale e quindi alla determinazione del podio e delle medaglie da assegnare. Nella prima fase partecipano tutti gli arcieri iscritti, questi ultimi hanno a disposizione 72 frecce e in base al punteggio ottenuto al termine si stilano i primi accoppiamenti che si sfideranno nella fase successiva.

A questo punto si entra nell’eliminazione diretta ovvero ogni atleta uscito sconfitto dalla sfida con il proprio avversario viene eliminato mentre il vincitore ha diritto alla fase seguente. In questo caso gli accoppiamenti non vengono fatti in base al punteggio bensì in base alla posizione in classifica (1° con l’ultimo, 2° con il penultimo e così via) e ogni atleta ha a disposizione cinque set.
Tutti i vincitori passano, infine, alla fase finale dove si sfidano i migliori arcieri dell’edizione per il raggiungimento dell’oro olimpico.

Come scoccare una freccia con arco olimpico

Agli occhi dei meno esperti può sembrare un’azione molto semplice da eseguire, ma nasconde tantissime insidie che possono provocare o meno il fallimento di un lancio e quindi l’esclusione dalla competizione. Per prima cosa si parte dal posizionamento corretto dei piedi ad una distanza pari o simile a quella delle proprie spalle e con le punte dei piedi rivolte verso il bersaglio.

Subito dopo si incocca la freccia sfruttando la presenza del rising e si avvia la fase di estensione dove la freccia viene tirata indietro creando una forte tensione sui flettenti e di conseguenza una grande quantità di energia pronta a essere liberata non appena si conclude la fase di mira e infine si rilascia la freccia verso il bersaglio designato.

Subito dopo il lancio della freccia, tutti gli atleti restano immobili (fase di follow-trough) per qualche secondo e memorizzano istantaneamente la posizione utilizzata così da correggere immediatamente eventuali errori di postura e/o di mira.

I migliori atleti italiani

Tra i più importanti e medagliati arcieri italiani troviamo la leggenda Marco Gallazzo (medaglia d’oro ad Atene 2004), la giovane e talentuosa Lucilla Boari (bronzo a Tokyo 2020), Mauro Nespoli (argento nella gara a squadre a Pechino 2008 e oro a Londra 2012) e i vari Michele Frangilli, Elena Tonetta, lo storico Giancarlo Ferrari e la promettente tatiana Andreoli di soli 22 anni pronta a conquistare sicuramente numerosi e importanti tragardi lungo la sua carriera.

Di Simona

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